NoNumeroChiuso
Per tutti gli aspiranti medici e non solo
TEST d’ingresso, un motivo, per molti studenti, per non essere del tutto tranquilli durante l’estate.
Sicuramente gli aspiranti studenti di Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Odontoiatria e protesi dentaria Architettura andranno incontro a test d’ingresso (previsti con legge 264 del 1999).
A volte a punire l’aspirazione di molti c’è un test d’ingresso non previsto per legge (è il caso di Psicologia a Parma, dove per due anni consecutivi l’UdU ha presentato ricorso al TAR contro un numero chiuso illegittimo, ricorso accolto con sentenze di sospensiva, confermata quest’anno anche in secondo grado di giudizio!), c’è il mancato rispetto delle regole di svolgimento dei concorsi per leggerezza o volontà disonesta per permettere ai “raccomandati” di turno di prendere il posto che a loro non spetta. L’anno scorso anche il Ministero ha fatto la sua, preparando un test per Medicina assurdo con domande sbagliate.
In questo panorama surreale è meglio essere ben informati, perchè le regole ci sono, le leggi pure. Ecco perchè in questa pagina troverete una serie di lavori svolti dall’UdU nell’anno passato e in questi giorni in previsione del test del 2008.
L’obiettivo è rendere i test di quest’anno, se non giusti per i contenuti (solleva dubbi l’utilità della domanda su cosa sia una “Litote” a valutare se chi svolge il test è meritevole di studiare Medicina), almeno giusti nelle procedure.
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Ricorso al TAR del Lazio: notizie dall’UdU nazionale
Il TAR del LAzio accoglie il ricorso dell’UdU
Ricorso collettivo medicina: il MIUR si disinteressa degli studenti
Il Ministero vuole ricorrere in appello? Fermiamo l’appello
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Materiale
Alcune spiegazioni preliminari e un po’ di storia: questo è un volantino distribuito in questi giorni da noi dell’UdU Parma presso le scuole superiori di Parma. Per iniziare a capire di cosa si parla. download
Procedura indicata dal Ministero per lo svolgimento dei test: estratto dal “Libro Bianco sulle irregolarità riscontrate dagli studenti che hanno sostenuto i test di ammissione alle facoltà di Medicina e Chirurgia ed Odontoiatria“, presentato l’anno scorso dall’UdU a seguito degli scandali scoppiati sul caso Test di Medicina download
Tipologie di irregolarità: una piccola rassegna a seguito della raccoltà di segnalazioni di irregolarità durante il test di Medicina 2007 download
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Link utili
Decreto Ministeriale 18 giugno 2008: Modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi ad accesso programmato a livello nazionale. (da IlSole24Ore)
Un po’ di quesiti con cui iniziare a far pratica: L’UdU Perugia ha una sezione download con test preparatori. Sappiamo che vi procurerete libroni di simulazioni, ma per iniziare questi male non fanno: logica e cultura generale, matematica fisica chimica biologia storia, disegno e rappresentazione, ambito sanitario, ambito ingegneristico architettonico.
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test di orientamento di AlmaLaurea






Gazza detto
Sì dai, allora facciamo entrare cani e porci ad un corso di laurea specialistica con laboratori sin dal primo anno…
Istologia la facciamo in 1400? Eh già, perchè abbiamo 200 microscopi per fare 7 turni.
Ma per favore!
Già che stiamo smaltendo adesso il soprannumero di Medici formatosi quando non c’era il test 30 anni fa, lo vogliamo riaprire?
MAa siate seri e non fate demagogia, che per passarlo non ci vuole mica Einstein, basta studiare con un minimo di buona volontà
hedrock detto
Ciao Gazza,
l’obiettivo dietro l’attività dell’UdU contro il numero chiuso non è far entrare cani e porci, ma avere un sistema sensato di selezione che premi il merito (peraltro unico modo per aumentare la qualità dell’istruzione universitaria).
La selezione migliore è quella sugli esami, dove tutti possono confrontarsi ad armi pari, dove tutti hanno seguito gli stessi corsi e studiato sugli stessi libri.
Con parità delle condizioni di partenza si vedranno emergere i più capaci e coloro che hanno una maggiore attitudine al percorso scelto.
Riporto un esempio che suole fare un mio amico; è un po’ semplificativo ma utile a capire.
Pensa alla disparità di preparazione tra un ragazzo appena uscito da un istituto superiore di Crotone (non me ne vogliano i Crotonesi, è solo un esempio) e un suo collega di Parma.
Quando affronteranno il test di medicina uno dei due è svantaggiato, lo studio di un estate non colma una carenza endemica di offerta educativa. Il test in questo modo separerà i concorrenti per “fortuna educativa” non per attitudine, quindi non sarà il merito a venir premiato.
Ecco perchè una delle possibilità da studiare è l’ingresso libero al primo anno, la selezione alla fine del primo sui risultati universitari. E’ una soluzione che presenta certo problemi logistici (es i laboratori di istologia che citi te), ma di certo si avvicina ad un metodo di selezione più giusta.
I ricorsi promossi e portati avanti dall’UdU non sono un “tana libera tutti” per entrare, sono l’opportunità, nell’ambito della legislazione attuale, di difendere il diritto a studiare di chi ritiene sia stato leso per irregolarità nei test e cattivo procedere degli organi amministrativi.
E sono uno strumento politico per rimarcare che l’accesso programmato come è inteso oggi non funziona!
Quest’anno ad Odontoiatria lo stesso errore dell’anno scorso a Medicina su cui il TAR ha dato ragione all’UdU! Non è più possibile andare avanti così, e se ne è accorta anche la Gelmini!
Ci sarebbe altro da dire in risposta, ma mi fermo qui, già ho scritto troppo.
Circa la classe dei medici di 30 anni fa che stanno abbandonando la professione ti segnalo solo questa pagina http://www.avvocatomichelebonetti.it/index.php?option=com_content&task=view&id=61&Itemid=64, breve analisi con spunti sui cui riflettere e idee da discutere.
massimiliano detto
sono un biologo specialista in microbiologia e virologia (specializzazione conseguita presso la facoltà di medicina).
Ho fatto il test di ammissione a palermo, non sono passato con 44,00. Ma voglio dire ,ma questa è una selezione? e poi dire che tutti siamo cani e porci è offensivo per chi pretende il diritto allo studio e a crearsi un’avvenire.Ai miei tempi si studiava duro già dal primo mese e chi era veramente capace andava avanti. ciao
Paolo D'Agostino detto
Trovo ancora sconvolgenti come il primo giorno alcuni commenti che si trovano in giro nei forum.
Definire demagogia un’idea diversa, chiara, precisa e puntuale come quella proposta da noi mi sembra fuoriluogo e populista. Vogliamo aprire una discussione seria? Vogliamo fare una conferenza sul tema? Sia politica che tecnica volendo…
Non ho perplessità e sono una persona che ama le discussioni, però ascoltiamoci! Perché di gente che non si ascolta è pieno il Paese, e siamo ridotti in questo stato…
Perfavore, siamo seri. Offriamo alle persone percorsi reali ed accessibili!
mARTINA detto
Ciao a tutti,
credo che le persone che ritengono che questi test d’ingresso, siano una cosa seria sono ipocriti e illusionisti.
Nessun buon medico ha mai avuto la necessità di sapere chi viene definito “il molleggiato” (adriano celentano) durante un intervento… (domanda che mi è capitata al test).
Non voglio dire che il corso di medicina o di scienze sanitarie debba essere a numero aperto ma mi sembra assurdo parlare di uno stato libero… di cittadini liberi.. quando su 150 persone che provano un test solo 10 hanno il diritto ad accedervi. I miei obbiettivi erano conseguire il corso di dietistica.. (scienze sanitarie) e volete sapere l’anno passato quanti posti c’erano? 12 presso la sapienza (roma) adesso io mi chiedo e vi domando… come si può andare conto alla Gelmini quando vengono sprecati professori e aule per un corso di 10 persone????! Di queste 12 quante andranno avanti? quante cambieranno percorso? quante diventeranno dei dietisti?! Perchè non essere leali???
Conosco persone che hanno studiato mesi e mesi mattina e sera per quei test e non sono entrati.. a te sembra che queste persone possano essere classificati nella categoria dei “cani e porci”???? Ci vuole un pò di umiltà e un pò di considerazione… dobbiamo cambiare queste stupide regole… dobbiamo essere davvero liberi.. e se le strutture non ci permettono di aprire un corso a 500 persone allora limitiamo i posti ma non a 10… perchè a quel punto devo dare ragione al ministro… è una società dello spreco.
*scusate lo sfogo*
Martina
Hans detto
“…e se le strutture non ci permettono di aprire un corso a 500 persone allora limitiamo i posti ma non a 10…” Scusa ma Non è uguale??se ne entrano 450…tra i 50 scartati ci sono i “cani e porci”?. Se ne entrano 499 l’escluso è sia cane che porco?
Test Medicina detto
se volete entrare a medicina consiglio il sito http://www.testmedicina.com tanti test gratis
ANTONIO detto
GIUSTO NON GIUSTO…
SE NON ERA “PER L’EUROPA”…IMMAGINATE CHE AVREBBE RESISTITO IN ITALIA IL NUMERO CHIUSO?
E’ TALMENTE DEMAGOGICO,VOLERLO “APRIRE”,CHE MIGLIAIA DI POLITICIZZANTI (CON I FIGLI ASINI…) CI HANNO PROVATO…IN QUESTI 18 ANNI
COMUNQUE…
E’ MERITOCRATICO AL 100%
FIGLI DI DOCENTI DI MEDICINA “NON ENTRANO” (QUANDO NON PREPARATI!!) COSE DELL’ALTRO MONDO PER CHI CONOSCE L’UNIVERSITA….(HAI PRESENTE IL BARONAGGIO…?)
TI IMMAGINI LA “SELEZIONE NATURALE ” CON GLI ESAMI, COME SUGGERIVA “BIANCANEVE-HEDROCK” QUALCHE RISPOSTA SU (FORSE POVERINO VIENE DALLA LUNA !) DICO TI IMMAGINI LA “SELEZIONE NATURALE ” VEDER CADERE IN BATTAGLIA (ESAME) IL FIGLIO DEL FEUDATARIO ?
QUA CADONO
QUESTO E’ IL MITO…
GODETEVELO FINCHE’ C’è…! SE LO CAMBIANO SIAMO F….(FIGLIO DI IMPIEGATO DI BANCA !!!)
PER QUELLI DEL GEOMETRA: CHE SI STUDIINO BIOLOGIA, CHIMICA E FISICA…CHE POI TANTO DARANNO AI PRIMI ANNI!!!
QUELLO CHE DICO E’ FACILISSIMAMENTE RISCONTRABILE,BASTA ANDARE AI PRIMI ANNI DI MEDICINA-ODONTOIATRIA(AMMESSI) E VEDERE STATISTICAMENTE CHI E’ FIGLIO DI MEDICO E NO…UN SEMPLICISSIMO QUESTIONARIO O PER ALZATA DI MANO…FATE VOI…NA’ CAVOLATA…
MI INTERROGO INVECE SULLA “MALAFEDE” DI CHI PARLA DI SELEZIONE NATURALE…ALL’UNIVERSITA’ O NELLA VITA….
SE LA “SELEZIONE NATURALE” TI FA CAPITARE NELLA “GIUNGLA” DELLA VITA UN TEST…MINCHIA CA SUPERALO !!!
SE INVECE ENTRI INSIEME AI RAMPOLLI SUPER….POI COL C… CHE TROVI UN POSTO DA MEDICO LIBERO…
SARA’ STATO “PRESO” DAL FIGLIO DEL FIGLIO, NIPOTE DEL NIPOTE…
ALMENO COSI “BUTTANO SANGUE”(SUI LIBRI (COME GLI ALTRI )…
L’UNICA COSA CHE PUOI ANCORA PENSARE E’ CHE NON SIA COME DICO IO (CIOE’ NON SIA MERITOCRATICO)…ALLORA FATTI STO C… DI QUESTIONARIO AI PRIMI ANNI E POI … TRAI DEFINITIVAMENTE LE TUE CONCLUSIONI RIGUARDO LA “MERAVIGLIOSITA’” DEL NUMERO CHIUSO ONESTO. UN MISTERO ITALIANO… ” GRAZIE A DIO C’E’ !!!!
hedrock detto
Onestamente ho capito due cose da ciò che hai scritto: che sei a favore del numero chiuso e che non sai scrivere.
Le argomentazioni che hai portato, purtroppo incentrate su troppi “…..” sospensivi, rendono difficile darti una risposta organica.
Non per questo dubito che le tue idee siano in realtà chiare.
Prova a riformulare i pensieri poi ne riparliamo.
joe detto
Sono uno studente di Medicina e Chirurgia e ringrazio il cielo che ci sono i test di ingresso. Siamo costretti a fare tirocini in 10 persone per ogni professore. In questo modo non si impara nulla e non si riescono a creare docenti “maestri” di 2 o 3 studenti che possano realmente inegnare loro una professione. Inoltre non ci sono le infrastrutture idonee (laboratori e aule) per 200 persone (numero attuale di studenti per anno), figuriamoci se non ci fosse il numero chiuso… Vi posso portare decine di firme di studenti di medicina che diminuirebbero ulteriormente il numero chiuso!!
Ritengo che troppo spesso ci si fissi su una posizione ideologica e non i prenda coscienza della realtà.
L’Università non è per tutti!!!!
Ma scusate, voi vi fareste curare da gente qualsiasi o solo dai migliori medici??? Sul fatto che il test di ingresso non sia una verifica concreta delle conoscenze e capacità dei singoli stdenti siamo d’accordo tutti, ma non è facile trovare un metodo di verifica adeguato allo scopo.
Per quanto riguarda Psicologia e le altre facoltà, vi invito a controllare il numero di studenti iscritti al primo anno di psicologia. Ma voi dell’Udu volete avere centinaia e centinaia di lauerati in picologia disoccupati ogni anno???
Le vostre proposte non coincidono con la realtà dei fatti. Non rimanete su una posizione ideologica.
Vi ripeto, l’università non è per tutti e, detto tra noi, non è che chi non ha una laurea sia uno sfigato, anzi, è molto più serio di tanti universitari…
uduparma detto
Ciao joe, chi ti risponde è Flavio dell’uduparma.
Essere contrari al numero chiuso e parlare di diritto all’accesso non significa chiedere il diritto alla laurea!! Lo andiamo dicendo da anni, e stupisce che la discussione debba sempre ripartire dalle stesse basi dovendo dare sempre le stesse risposte agli stessi rilievi.
Quindi, chiariamo una volta per tutte le posizioni banali e andiamo avanti: 1) No, non mi farei curare da gente qualsiasi
2) Chi non ha una laurea non è certo uno sfigato, mai sostenuto in nessuna sede, anzi!
3) Si, i tirocini vengono meglio quando ci sono pochi studenti
Puntualizziamo: non sono posizioni ideologiche, forse hai quest’impressione perchè non hai approfondito le posizioni di chi è contro il numero chiuso e stai ponendo domande che sono il gradino zero del dibattito su questo argomento.
Affrontiamo alcuni punti chiave
STRUTTURE: Prendiamo coscienza della realtà: il 90% delle persone che non superano i test alle professioni sanitarie si inscrive comunque all’università, e trova in questa accoglienza (biologia, ctf, farmacia, biotecnologie, …).
Le strutture quindi per questo 90% esistono. Il problema strutture è quindi un falso problema, perchè un’adeguato indirizzo nel loro utilizzo già attualmente permetterebbe di rispondere a gran parte della domanda.
SELEZIONE: l’università non è per tutti, e la selezione andrebbe fatta dopo che alle persone siano state pari opportunità di formazione. Veramente crediamo di selezionare gli “adatti a fare il medico” con un test che dura poche ore dato a persone con diverse provenienze scolastiche, diverse provenienze geografiche (la qualità dell’offerta formativa delle scuole superiori non è omogenea sul territorio nazionale), con domande come quelle attualmente presenti? Così non si selezionano l’attitudine e la capacità! La selezione andrebbe fatta dopo che tutti hanno potuto seguire gli stessi corsi, affrontato gli stessi esami, mettendo realmente in gioco le proprie attitudini e capacità e potendo su queste essere valutati.
PROFESSIONI MEDICHE: per le professioni mediche c’è evidentemente il limite dei tirocini, non è certo la tua segnalazione che ce lo fa notare. In Francia agli studenti viene fatto frequentare il primo anno ad accesso libero (strutture possibili, vedi punto strutture) a termine del quale viene fatta una selezione sul merito per l’accesso al secondo anno, risolvendo il problema del confronto ad armi pari, la parità di opportunità, l’esigenza di limitare il numero degli studenti a causa delle pratiche. Come vedi questo è già un metodo di verifica più equo. Per gli studenti che non riuscissero a passare al secondo anno andrebbero magari individuati percorsi di continuazione degli studi in settori affini a quello medico, con perdita nulla di crediti degli esami sostenuti.
PSICOLOGIA: conosciamo benissimo il numero di studenti iscritti al primo anno a psicologia, 938 quest’anno qui a Parma.
Noi dell’UdU crediamo che se una persona vuol studiare psicologia debba avere l’opportunità di farlo, in un percorso di studio di cui sia assicurata la qualità formativa. L’Università non è per tutti, e non è un laureificio, e i capaci hanno diritto ad una laurea di valore: per questo la selezione va fatta nel corso degli anni, con esami seri, premiando i migliori.
Chi merita di esercitare come psicologo lo deciderà in questo caso l’ordine degli psicologi, non l’università il cui compito è quello di trasmettere formazione superiore.
Aggiungo una considerazione prendendo l’esempio di psicologia (ma metti pure qualsiasi altra cosa).
Meglio iniziare a lavorare a 19 anni come edicolante (professione a caso) o farlo a 22 con una laurea triennale (24 con la LS) nella materia di cui si è appassionati, psicologia. Io credo che dei due sia meglio il secondo caso perchè la persona ha avuto l’opportunità di accrescere la propria cultura in un ambito di suo interesse, fatto che ritengo socialmente vantaggioso oltre la mera applicabilità professionale.
Queste non sono posizioni ideologiche, ma posizioni che rispondono a principi saldi, incisi a lettere di fuoco anche nella Costituzione Italiana in cui ogni cittadino dovrebbe riconoscersi.
Non so al momento cosa altro aggiungere.
In questo scritto ci sono posizioni proprie dell’UdU e pensieri miei personali, ma ritengo di aver almeno accennato a tutti i fatti che possono contribuire a portare il dibattito sul numero chiuso, tutt’altro che chiuso, un passo avanti.
A presto
Flavio
uduparma detto
Ops, mi accorgo ora del gioco di parole, intendevo alla fine “dibattito, tutt’altro che chiuso, sul numero chiuso”
Ciao
joe detto
Caro Flavio,
ti ringrazio per la tua risposta.
Tuttavia mi sento in dovere di ribattere punto per punto.
Cito te:
STRUTTURE: Prendiamo coscienza della realtà: il 90% delle persone che non superano i test alle professioni sanitarie si inscrive comunque all’università, e trova in questa accoglienza (biologia, ctf, farmacia, biotecnologie, …).
Le strutture quindi per questo 90% esistono. Il problema strutture è quindi un falso problema, perchè un’adeguato indirizzo nel loro utilizzo già attualmente permetterebbe di rispondere a gran parte della domanda.
Cosa vuol dire questa frase? Che medicina dovrebbe usufruire delle strutture della facoltà di farmacia, del ctf,biologia,ecc.?? Oppure metti medicina e gli altri corsi da te citati (che per altro non hanno nulla a che fare con medicina) sullo stesso piano, per cui fare un corso o l’altro è la stessa cosa?
Il problema strutture significa che non ci stanno 220 persone (per 6 corsi di laurea = 1320 studenti) nelle aule, nei laboratori (gli unici laboratori di microbiologia clinica e biochimica clinica sono in ospedale), e nei reparti ospedalieri della facoltà di medicina-Azienda ospedaliera di parma. Avete per caso delle sale operatorie al campus o a lettere??
SELEZIONE: l’università non è per tutti, e la selezione andrebbe fatta dopo che alle persone siano state pari opportunità di formazione. Veramente crediamo di selezionare gli “adatti a fare il medico” con un test che dura poche ore dato a persone con diverse provenienze scolastiche, diverse provenienze geografiche (la qualità dell’offerta formativa delle scuole superiori non è omogenea sul territorio nazionale), con domande come quelle attualmente presenti? Così non si selezionano l’attitudine e la capacità! La selezione andrebbe fatta dopo che tutti hanno potuto seguire gli stessi corsi, affrontato gli stessi esami, mettendo realmente in gioco le proprie attitudini e capacità e potendo su queste essere valutati.
Sul fatto che il test non sia adeguato sono il primo ad essere d’accordo (te l’ho detto io nel mio primo commento…).
Per quanto riguarda la propria formazione negli anni prima dell’università, ritengo che questa sia il principale bagaglio di conoscenza che debba permettere a chi ha avuto insegnamenti migliori alle scuole superiori di passare il test a scapito di chi al liceo ha studiato meno (o di chi ha fatto scuole peggiori).
PROFESSIONI MEDICHE:
So bene come è organizzata medicina in Francia, può essere un’alternativa (anche se personalmente non mi convince del tutto).
In ogni caso è decisamente improbabile che in Italia si possa adottare una soluzione del genere (potrebbe essere un’alternativa, ma non credo risolva il problema).
PSICOLOGIA: quando parlo di strutture mi riferisco anche a psicologia. Esiste un aula da 938 posti a psicologia? ne dubito.
Ritengo che si debbano utilizzare le risorse a nostra disposizione (docenti, aule, tempo) per fornire la migliore qualità di servizio, e quindi la miglior professionalizzazione possibile, per un numero ristretto di persone. Si possono anche formare 938 psicologi-edicolanti ogni anno ma la qualità di insegnamento che l’università riesce a fornire ad un numero simile di studenti è decisamente inferiore rispetto ad un gruppo di 100-150 (e sono già troppi…) studenti.
La facoltà deve offrire il massimo per gli studenti!
Spero di non essere stato troppo lungo.
attendo una vostra risposta.
Grazie ancora.
joe
joe detto
per antonio,
cazzo ma come scrivi?
ma fai l’univerità?
Flavio detto
Ciao Joe,
torno a risponderti e mi scuso per il ritardo, altri pernsieri per la testa con l’effetto che mi sono scordato.
Il punto dal quale parto nel mio ragionamento non è “come fare il prossimo anno se togliamo il numero chiuso” (come far stare 1320 persone nelle aule di medicina) ma “quale modello di università mi piace pensare e se questo è possibile” (è possibile pensare di rivedere l’organizzazione universitaria?).
Insomma, mi interessa analizzare un sistema all’equilibrio, non il suo comportamento nel momento di transizione che presenta, come in tutte le transizioni di grandi sistemi, numerosi problemi da affrontare.
Il modello francese non è probabilmente il miglior modello pensabile, ne’ forse il migliore applicabile in Italia, ma lo prendo in questa discussione come esempio di possibile alternativa che sana tutta una serie di vizi presenti nel numero chiuso così come è pensato e applicato in Italia.
Rispetto alle STRUTTURE: no, non dico che Medicina a Parma dovrebbe usufruire delle strutture di Farmacia e no, non metto i corsi di Medicina, Farmacia, CTF, etc etc sullo stesso piano.
Io dico che se l’università italiana assorbe ogni anno chi ha provato ad entrare a Medicina ripiegando su altro corso di laurea, sarebbe forse il caso di (banalizzo) aumentare le strutture a disposizione di Medicina e diminuirle a Farmacia. Il bilancio, ovviamente, non è solo tra queste due facoltà e non è così semplice.
Il punto sarebbe riorganizzare le risorse disponibili orientandosi in base alla richiesta. Ovviamente questo non può essere fatto in un anno, ma nel tempo, su scala nazionale, facendo scelte pensate nel momento degli investimenti in strutture e personale.
Ripeto, sto ragionando in base ad un modello stile francesce, quindi sale operatorie non ne servono, e nemmeno laboratori di microbiologia e biochimica cliniche.
SELEZIONE: “formazione negli anni prima dell’università, ritengo che questa sia il principale bagaglio di conoscenza che debba permettere a chi ha avuto insegnamenti migliori alle scuole superiori di passare il test a scapito di chi al liceo ha studiato meno (o di chi ha fatto scuole peggiori).”
Qui siamo di fronte ad un dilemma: se non ho avuto la possibilità di fare una scuola di qualità (motivi economici, geografici, sociali) è equo che io poi sia penalizzato? A questa domanda rispondo convinto che credo non sia giusto. Anche perchè in questo modo si da al percorso delle scuole superiori la responsabilità di pesare sulla scelta dell’università, ed è un fatto che solo pochi a 14 anni hanno le idee chiare sulle loro aspirazioni e sulle proprie reali capacità.
“PSICOLOGIA: quando parlo di strutture mi riferisco anche a psicologia. Esiste un aula da 938 posti a psicologia? ne dubito. [...]”
Psicologia è proprio l’esempio di una situazione anomala: quei 938 studenti non sono la norma di un sistema all’equilibrio, ma l’eccezione di un anno per motivi straordinari, quindi non è su di loro che possiamo discettare per pensare ad un modello diverso di università.
Ti spiego come la penso: se ci fosse un sistema serio di valutazione all’interno dei corsi di laurea tale da premiare i più capaci, al primo anno del corso X non si iscriverebbero 1000 persone, ma magari 600: prova ne è che economia a Parma è universalmente riconosciuta come una facoltà “semplice” ed è in Ateneo la facoltà con più immatricolati. Gli studenti prima di iscriversi queste cose le indagano, e scelgono che università vogliono.
Ma il sistema universitario che vorrei io è fatto di facoltà serie che forniscono preparazioni serie, in modo che gli studenti capaci (che magari sono costretti a studiare in sede e non possono uscire dalla regione in cerca di atenei più prestigiosi) abbiano la possibilità di formarsi seriamente, perchè questo è il compito davanti ai cittadini italiani dell’università pubblica.
Seria valutazione implica meno iscrizioni.
Questo è un esempio slegato da Psicologia di Parma il cui rigore nella valutazione non lo so valutare, bisognerebbe viverci. Però parlando un giorno di valutazione con la preside di Psicologia (è un caso, ma ero a parlare con lei proprio della situazione nella sua facoltà) lei mi disse di vedersi a volte costretta a promuovere gente incapace anche di scrivere. Bene, io ritengo invece che se non sai scrivere in italiano te debba essere bocciato! E’ solo un esemplificazione ma per darti un’idea del mio pensiero: così veramente si da un servizio, si offre una formazione seria a chi è capace.
E’ un problema di psicologia a Parma? Assolutamente no, è un problema dell’università italiana, che viene anche valutata dal ministero in base a quante persone in corso fa laureare. Ma questo è un altro argomento…
megafragger detto
gazza ma vedi di andartene affanculo!!!secondo me sei passata per raccomandazioni!!!fai pena!!