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	<title>Commenti per uduparma</title>
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	<description>Unione degli Universitari - Sindacato Studentesco - Parma</description>
	<lastBuildDate>Thu, 24 Sep 2009 11:57:58 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Commenti su ER.Go, bando alloggi ART.7, PERICOLO! di Nadia</title>
		<link>http://uduparma.wordpress.com/2008/07/22/ergo-bando-alloggi-art7-pericolo/#comment-546</link>
		<dc:creator>Nadia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 11:57:58 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao! Correggetemi se sbaglio: se nella graduatoria x l&#039;alloggio delle matricole sono arrivata oltre il 100 posto (211 nel mio caso) la borsa da fuori sede ce l&#039;ho cmq, però è difficile ke l&#039;ER.GO mi assegni un suo alloggio e quindi devo trovarmene uno non convenzionato?!?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao! Correggetemi se sbaglio: se nella graduatoria x l&#8217;alloggio delle matricole sono arrivata oltre il 100 posto (211 nel mio caso) la borsa da fuori sede ce l&#8217;ho cmq, però è difficile ke l&#8217;ER.GO mi assegni un suo alloggio e quindi devo trovarmene uno non convenzionato?!?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su NoNumeroChiuso di megafragger</title>
		<link>http://uduparma.wordpress.com/nonumerochiuso/#comment-545</link>
		<dc:creator>megafragger</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2009 14:08:43 +0000</pubDate>
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		<description>gazza ma vedi di andartene affanculo!!!secondo me sei passata per raccomandazioni!!!fai pena!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>gazza ma vedi di andartene affanculo!!!secondo me sei passata per raccomandazioni!!!fai pena!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su NoNumeroChiuso di Hans</title>
		<link>http://uduparma.wordpress.com/nonumerochiuso/#comment-544</link>
		<dc:creator>Hans</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 18:55:39 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;...e se le strutture non ci permettono di aprire un corso a 500 persone allora limitiamo i posti ma non a 10…&quot; Scusa ma Non è uguale??se ne entrano 450...tra i 50 scartati ci sono i &quot;cani e porci&quot;?. Se ne entrano 499 l&#039;escluso è sia cane che porco?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;&#8230;e se le strutture non ci permettono di aprire un corso a 500 persone allora limitiamo i posti ma non a 10…&#8221; Scusa ma Non è uguale??se ne entrano 450&#8230;tra i 50 scartati ci sono i &#8220;cani e porci&#8221;?. Se ne entrano 499 l&#8217;escluso è sia cane che porco?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Ricorso Collettivo a Medicina: Il TAR del Lazio da ragione all&#8217;UdU di FRANCESCO medico</title>
		<link>http://uduparma.wordpress.com/2008/06/21/ricorso-collettivo-a-medicina-il-tar-del-lazio-da-ragione-alludu/#comment-534</link>
		<dc:creator>FRANCESCO medico</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 12:43:14 +0000</pubDate>
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		<description>EVIDENTEMENTE IL NUMERO CHIUSO E&#039; SOSTENUTO PERVICACEMENTE DAI NOSTRI POLITICANTI SIA DI DESTRA CHE DI CENTRO O SINISTRA, PERLOMENO LA SINISTRA NON E&#039; CHE NE FACCIA UN CAVALLO DI BATTAGLIA,VEDI IL PRECEDENTE MINISTRO.....MA ORA E&#039; A CASA E SE DURA COSì MANDIAMOCI ANCHE LA GELMINI.....DOBBIAMO SECONDO ME COALIZZARCI E ALLE PROSSIME ELEZIONI FONDARE UN MOVIMENTO CON l&#039;INDIRIZZO DI APPOGGIARE QUEI POLITICI CHE SI IMPEGNERANNO PER IL FUTURO A RISOLVERE UN PROBLEMA DI LIBERTA&#039; DI EQUALITARISMO E DI APERTURA..PARLA UN MEDICO CHE HA STUDIATO QUANDO L&#039;ISCRIZIONE ERA LIBERA ED HA AVUTO UNA VITA PROFESSIONALE FELICE E DI SODDISFAZIONE, TANTO NON E&#039; CON IL PROTEZIONISMO CHE CI SI SALVA MA CON LO STUDIO , L&#039;UMANITA&#039;, L&#039;ABNEGAZIONE E LA PASSIONE PER LA MEDICINA.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>EVIDENTEMENTE IL NUMERO CHIUSO E&#8217; SOSTENUTO PERVICACEMENTE DAI NOSTRI POLITICANTI SIA DI DESTRA CHE DI CENTRO O SINISTRA, PERLOMENO LA SINISTRA NON E&#8217; CHE NE FACCIA UN CAVALLO DI BATTAGLIA,VEDI IL PRECEDENTE MINISTRO&#8230;..MA ORA E&#8217; A CASA E SE DURA COSì MANDIAMOCI ANCHE LA GELMINI&#8230;..DOBBIAMO SECONDO ME COALIZZARCI E ALLE PROSSIME ELEZIONI FONDARE UN MOVIMENTO CON l&#8217;INDIRIZZO DI APPOGGIARE QUEI POLITICI CHE SI IMPEGNERANNO PER IL FUTURO A RISOLVERE UN PROBLEMA DI LIBERTA&#8217; DI EQUALITARISMO E DI APERTURA..PARLA UN MEDICO CHE HA STUDIATO QUANDO L&#8217;ISCRIZIONE ERA LIBERA ED HA AVUTO UNA VITA PROFESSIONALE FELICE E DI SODDISFAZIONE, TANTO NON E&#8217; CON IL PROTEZIONISMO CHE CI SI SALVA MA CON LO STUDIO , L&#8217;UMANITA&#8217;, L&#8217;ABNEGAZIONE E LA PASSIONE PER LA MEDICINA.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su NoNumeroChiuso di Flavio</title>
		<link>http://uduparma.wordpress.com/nonumerochiuso/#comment-522</link>
		<dc:creator>Flavio</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 17:08:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://uduparma.wordpress.com/?page_id=181#comment-522</guid>
		<description>Ciao Joe,
torno a risponderti e mi scuso per il ritardo, altri pernsieri per la testa con l&#039;effetto che mi sono scordato.
Il punto dal quale parto nel mio ragionamento non è &quot;come fare il prossimo anno se togliamo il numero chiuso&quot; (come far stare 1320 persone nelle aule di medicina) ma &quot;quale modello di università mi piace pensare e se questo è possibile&quot; (è possibile pensare di rivedere l&#039;organizzazione universitaria?).
Insomma, mi interessa analizzare un sistema all&#039;equilibrio, non il suo comportamento nel momento di transizione che presenta, come in tutte le transizioni di grandi sistemi, numerosi problemi da affrontare.

Il modello francese non è probabilmente il miglior modello pensabile, ne&#039; forse il migliore applicabile in Italia, ma lo prendo in questa discussione come esempio di possibile alternativa che sana tutta una serie di vizi presenti nel numero chiuso così come è pensato e applicato in Italia.

Rispetto alle STRUTTURE: no, non dico che Medicina a Parma dovrebbe usufruire delle strutture di Farmacia e no, non metto i corsi di Medicina, Farmacia, CTF, etc etc sullo stesso piano.
Io dico che se l&#039;università italiana assorbe ogni anno chi ha provato ad entrare a Medicina ripiegando su altro corso di laurea, sarebbe forse il caso di (banalizzo) aumentare le strutture a disposizione di Medicina e diminuirle a Farmacia. Il bilancio, ovviamente, non è solo tra queste due facoltà e non è così semplice.
Il punto sarebbe riorganizzare le risorse disponibili orientandosi in base alla richiesta. Ovviamente questo non può essere fatto in un anno, ma nel tempo, su scala nazionale, facendo scelte pensate nel momento degli investimenti in strutture e personale.
Ripeto, sto ragionando in base ad un modello stile francesce, quindi sale operatorie non ne servono, e nemmeno laboratori di microbiologia e biochimica cliniche.

SELEZIONE: &quot;formazione negli anni prima dell’università, ritengo che questa sia il principale bagaglio di conoscenza che debba permettere a chi ha avuto insegnamenti migliori alle scuole superiori di passare il test a scapito di chi al liceo ha studiato meno (o di chi ha fatto scuole peggiori).&quot;

Qui siamo di fronte ad un dilemma: se non ho avuto la possibilità di fare una scuola di qualità (motivi economici, geografici, sociali) è equo che io poi sia penalizzato? A questa domanda rispondo convinto che credo non sia giusto. Anche perchè in questo modo si da al percorso delle scuole superiori la responsabilità di pesare sulla scelta dell&#039;università, ed è un fatto che solo pochi a 14 anni hanno le idee chiare sulle loro aspirazioni e sulle proprie reali capacità.

&quot;PSICOLOGIA: quando parlo di strutture mi riferisco anche a psicologia. Esiste un aula da 938 posti a psicologia? ne dubito. [...]&quot;
Psicologia è proprio l&#039;esempio di una situazione anomala: quei 938 studenti non sono la norma di un sistema all&#039;equilibrio, ma l&#039;eccezione di un anno per motivi straordinari, quindi non è su di loro che possiamo discettare per pensare ad un modello diverso di università.
Ti spiego come la penso: se ci fosse un sistema serio di valutazione all&#039;interno dei corsi di laurea tale da premiare i più capaci, al primo anno del corso X non si iscriverebbero 1000 persone, ma magari 600: prova ne è che economia a Parma è universalmente riconosciuta come una facoltà &quot;semplice&quot; ed è in Ateneo la facoltà con più immatricolati. Gli studenti prima di iscriversi queste cose le indagano, e scelgono che università vogliono.
Ma il sistema universitario che vorrei io è fatto di facoltà serie che forniscono preparazioni serie, in modo che gli studenti capaci (che magari sono costretti a studiare in sede e non possono uscire dalla regione in cerca di atenei più prestigiosi) abbiano la possibilità di formarsi seriamente, perchè questo è il compito davanti ai cittadini italiani dell&#039;università pubblica.
Seria valutazione implica meno iscrizioni.
Questo è un esempio slegato da Psicologia di Parma il cui rigore nella valutazione non lo so valutare, bisognerebbe viverci. Però parlando un giorno di valutazione con la preside di Psicologia (è un caso, ma ero a parlare con lei proprio della situazione nella sua facoltà) lei mi disse di vedersi a volte costretta a promuovere gente incapace anche di scrivere. Bene, io ritengo invece che se non sai scrivere in italiano te debba essere bocciato! E&#039; solo un esemplificazione ma per darti un&#039;idea del mio pensiero: così veramente si da un servizio, si offre una formazione seria a chi è capace.

E&#039; un problema di psicologia a Parma? Assolutamente no, è un problema dell&#039;università italiana, che viene anche valutata dal ministero in base a quante persone in corso fa laureare. Ma questo è un altro argomento...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Joe,<br />
torno a risponderti e mi scuso per il ritardo, altri pernsieri per la testa con l&#8217;effetto che mi sono scordato.<br />
Il punto dal quale parto nel mio ragionamento non è &#8220;come fare il prossimo anno se togliamo il numero chiuso&#8221; (come far stare 1320 persone nelle aule di medicina) ma &#8220;quale modello di università mi piace pensare e se questo è possibile&#8221; (è possibile pensare di rivedere l&#8217;organizzazione universitaria?).<br />
Insomma, mi interessa analizzare un sistema all&#8217;equilibrio, non il suo comportamento nel momento di transizione che presenta, come in tutte le transizioni di grandi sistemi, numerosi problemi da affrontare.</p>
<p>Il modello francese non è probabilmente il miglior modello pensabile, ne&#8217; forse il migliore applicabile in Italia, ma lo prendo in questa discussione come esempio di possibile alternativa che sana tutta una serie di vizi presenti nel numero chiuso così come è pensato e applicato in Italia.</p>
<p>Rispetto alle STRUTTURE: no, non dico che Medicina a Parma dovrebbe usufruire delle strutture di Farmacia e no, non metto i corsi di Medicina, Farmacia, CTF, etc etc sullo stesso piano.<br />
Io dico che se l&#8217;università italiana assorbe ogni anno chi ha provato ad entrare a Medicina ripiegando su altro corso di laurea, sarebbe forse il caso di (banalizzo) aumentare le strutture a disposizione di Medicina e diminuirle a Farmacia. Il bilancio, ovviamente, non è solo tra queste due facoltà e non è così semplice.<br />
Il punto sarebbe riorganizzare le risorse disponibili orientandosi in base alla richiesta. Ovviamente questo non può essere fatto in un anno, ma nel tempo, su scala nazionale, facendo scelte pensate nel momento degli investimenti in strutture e personale.<br />
Ripeto, sto ragionando in base ad un modello stile francesce, quindi sale operatorie non ne servono, e nemmeno laboratori di microbiologia e biochimica cliniche.</p>
<p>SELEZIONE: &#8220;formazione negli anni prima dell’università, ritengo che questa sia il principale bagaglio di conoscenza che debba permettere a chi ha avuto insegnamenti migliori alle scuole superiori di passare il test a scapito di chi al liceo ha studiato meno (o di chi ha fatto scuole peggiori).&#8221;</p>
<p>Qui siamo di fronte ad un dilemma: se non ho avuto la possibilità di fare una scuola di qualità (motivi economici, geografici, sociali) è equo che io poi sia penalizzato? A questa domanda rispondo convinto che credo non sia giusto. Anche perchè in questo modo si da al percorso delle scuole superiori la responsabilità di pesare sulla scelta dell&#8217;università, ed è un fatto che solo pochi a 14 anni hanno le idee chiare sulle loro aspirazioni e sulle proprie reali capacità.</p>
<p>&#8220;PSICOLOGIA: quando parlo di strutture mi riferisco anche a psicologia. Esiste un aula da 938 posti a psicologia? ne dubito. [...]&#8221;<br />
Psicologia è proprio l&#8217;esempio di una situazione anomala: quei 938 studenti non sono la norma di un sistema all&#8217;equilibrio, ma l&#8217;eccezione di un anno per motivi straordinari, quindi non è su di loro che possiamo discettare per pensare ad un modello diverso di università.<br />
Ti spiego come la penso: se ci fosse un sistema serio di valutazione all&#8217;interno dei corsi di laurea tale da premiare i più capaci, al primo anno del corso X non si iscriverebbero 1000 persone, ma magari 600: prova ne è che economia a Parma è universalmente riconosciuta come una facoltà &#8220;semplice&#8221; ed è in Ateneo la facoltà con più immatricolati. Gli studenti prima di iscriversi queste cose le indagano, e scelgono che università vogliono.<br />
Ma il sistema universitario che vorrei io è fatto di facoltà serie che forniscono preparazioni serie, in modo che gli studenti capaci (che magari sono costretti a studiare in sede e non possono uscire dalla regione in cerca di atenei più prestigiosi) abbiano la possibilità di formarsi seriamente, perchè questo è il compito davanti ai cittadini italiani dell&#8217;università pubblica.<br />
Seria valutazione implica meno iscrizioni.<br />
Questo è un esempio slegato da Psicologia di Parma il cui rigore nella valutazione non lo so valutare, bisognerebbe viverci. Però parlando un giorno di valutazione con la preside di Psicologia (è un caso, ma ero a parlare con lei proprio della situazione nella sua facoltà) lei mi disse di vedersi a volte costretta a promuovere gente incapace anche di scrivere. Bene, io ritengo invece che se non sai scrivere in italiano te debba essere bocciato! E&#8217; solo un esemplificazione ma per darti un&#8217;idea del mio pensiero: così veramente si da un servizio, si offre una formazione seria a chi è capace.</p>
<p>E&#8217; un problema di psicologia a Parma? Assolutamente no, è un problema dell&#8217;università italiana, che viene anche valutata dal ministero in base a quante persone in corso fa laureare. Ma questo è un altro argomento&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Carceri o Studentati: il Grande Fratello Parmigiano. di Fabba</title>
		<link>http://uduparma.wordpress.com/2009/05/09/carceri-o-studentati-il-grande-fratello-parmigiano/#comment-521</link>
		<dc:creator>Fabba</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 00:12:22 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://uduparma.wordpress.com/?p=838#comment-521</guid>
		<description>Dimenticavo, chiedo venia :
E&#039; mai possibile che le pause pranzo degli operatori del cosiddetto call-center er.go duri un minimo di cinque ore?
E&#039; mai possibile che di debba aspettare,aspettare,aspettare, spendere soldi e aspettare, aspettare, aspettare, per poi sentirsi dire che &#039;&#039;il [ca*zo di] centralino è al momento occupato&#039;&#039; ?
E&#039; mai possibile  che per una manutenzione si debba attendere mesi (si,mi riferisco al frigo di prima)?
E&#039; mai, e dico mai possibile, che per le scadenze che implicano debiti nei loro confronti sono bravi a chiamarti per asserire che ormai è troppo tardi e sei costretto a restituire borsa e abbandonare l&#039;alloggio; e invece quando siamo noi a fare una cavolo di richiesta per una fattura d&#039;affitto che non ci è pervenuta, così da non poterla scalare dalle tasse familiari, si prendono tutto il fot*uto tempo che ritengono necessario per i loro porci comodi?

O&#039;r vuàar.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticavo, chiedo venia :<br />
E&#8217; mai possibile che le pause pranzo degli operatori del cosiddetto call-center er.go duri un minimo di cinque ore?<br />
E&#8217; mai possibile che di debba aspettare,aspettare,aspettare, spendere soldi e aspettare, aspettare, aspettare, per poi sentirsi dire che &#8221;il [ca*zo di] centralino è al momento occupato&#8221; ?<br />
E&#8217; mai possibile  che per una manutenzione si debba attendere mesi (si,mi riferisco al frigo di prima)?<br />
E&#8217; mai, e dico mai possibile, che per le scadenze che implicano debiti nei loro confronti sono bravi a chiamarti per asserire che ormai è troppo tardi e sei costretto a restituire borsa e abbandonare l&#8217;alloggio; e invece quando siamo noi a fare una cavolo di richiesta per una fattura d&#8217;affitto che non ci è pervenuta, così da non poterla scalare dalle tasse familiari, si prendono tutto il fot*uto tempo che ritengono necessario per i loro porci comodi?</p>
<p>O&#8217;r vuàar.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Carceri o Studentati: il Grande Fratello Parmigiano. di Fabba</title>
		<link>http://uduparma.wordpress.com/2009/05/09/carceri-o-studentati-il-grande-fratello-parmigiano/#comment-520</link>
		<dc:creator>Fabba</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 23:58:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://uduparma.wordpress.com/?p=838#comment-520</guid>
		<description>Cari amici,
mi permetto di rivolgermi confidenzialmente perchè anch&#039;io,come molti di voi,sono ingabbiata in quell&#039;immenso sistema chiamato er.go (in minuscolo,tiè!).Ma sto a casa della sorella,Bologna. Ormai sono tre anni e mezzo che vivo in studentato e certe volte mi chiedo come cavolo sono riuscita a non accorgermi delle m*nchiate che ci hanno propinato.Semplicemente perchè,venendo dalla Trinacria,non potevo farne a meno.
All&#039;inizio della mia carriera accademica,mi sembrava un sogno:i soldi giungevano prima secondo il reddito (per fortuna) e poi con soli 30 crediti (o giù di li) arrivavano gli altri!Il che per me,sostenendo tre esami in un anno, era praticamente festa.

Dal 1 ottobre 2007,vivo in una nuova residenza.I crediti richiesti sono esponenzialmente aumentati e chiaramente mi sono dovuta fare il culo.Spesso, proprio a causa delle scadenze, sono stata costretta ad accettare voti generati da performance deludenti,per me in primis.
Me ne sbatto se prendo un 18,quando sono cosciente di non aver studiato un ca*zo.
Mi importa però nel momento in cui devo letteralmente correre per riuscire a fare un esame da 10 schifosi crediti al mese (pensa quei poveri studenti di giurisprudenza,medicina,et similia allora!), a costo di non ricordarmi nulla la settimana dopo. Punto uno.

Punto due. Risparmio energetico, dicono. 
Ebbene,questa teoria ha sicuramente senso se calcoliamo che qui a Bologna (occhèi,escludendo surriscaldamento globale e quant&#039;altro) l&#039;inverno arriva praticamente a Novembre, ed i simpatici umoristi si degnano di accendere i riscaldamenti a Gennaio. 
La loro affermazione invece cade, nel momento in cui ogni fo*tuta mattina, a partire dal 1° Maggio, vuoi caldo, vuoi freddo, il mio condizionatore si accende automaticamente alle 9 e mezzo di mattina, col rischio che mi debba prendere un ca*zo di raffreddore a causa della loro pseudo filantropia di &#039;sti cog*ioni.Diligentemente mi alzo,lo spengo, e mi rimetto a dormire. (sia chiaro,non vuole essere una lamentela inutile questa,visto che molto probabilmente, come pochi, ho avuto la fortuna di averlo il condizionatore)

Punto tre. Il mio ragazzo, anch&#039;egli in studentato, ha un frigo di m*rda, la quale guarnizione è praticamente inesistente e, dunque, non gli permette di poter comprare prodotti surgelati, così da potersi mangiare il ca*zo che vuole, quando vuole. Ciò,chiaramente,comporta spese in più. Io,due anni e mezzo fa, per due settimane sono stata costretta a tenere il latte fuori dalla finestra, a Dicembre,perchè aspettavo la sostituzione. Ho detto tutto.

E ce ne sono cose da dire. Ogni volta che leggevo i vostri argomenti, mi è venuta voglia di scrivere &#039;&#039;Oh! Anche a me è successo!!&#039;&#039; ma è tardi, tra una settimana ho un esame, e penso che andrò a dormire. Vedo comunque, che in questa situazione di merda, non ci siamo solo noi bolognesi.

Un abbraccio e in c*lo al lupo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici,<br />
mi permetto di rivolgermi confidenzialmente perchè anch&#8217;io,come molti di voi,sono ingabbiata in quell&#8217;immenso sistema chiamato er.go (in minuscolo,tiè!).Ma sto a casa della sorella,Bologna. Ormai sono tre anni e mezzo che vivo in studentato e certe volte mi chiedo come cavolo sono riuscita a non accorgermi delle m*nchiate che ci hanno propinato.Semplicemente perchè,venendo dalla Trinacria,non potevo farne a meno.<br />
All&#8217;inizio della mia carriera accademica,mi sembrava un sogno:i soldi giungevano prima secondo il reddito (per fortuna) e poi con soli 30 crediti (o giù di li) arrivavano gli altri!Il che per me,sostenendo tre esami in un anno, era praticamente festa.</p>
<p>Dal 1 ottobre 2007,vivo in una nuova residenza.I crediti richiesti sono esponenzialmente aumentati e chiaramente mi sono dovuta fare il culo.Spesso, proprio a causa delle scadenze, sono stata costretta ad accettare voti generati da performance deludenti,per me in primis.<br />
Me ne sbatto se prendo un 18,quando sono cosciente di non aver studiato un ca*zo.<br />
Mi importa però nel momento in cui devo letteralmente correre per riuscire a fare un esame da 10 schifosi crediti al mese (pensa quei poveri studenti di giurisprudenza,medicina,et similia allora!), a costo di non ricordarmi nulla la settimana dopo. Punto uno.</p>
<p>Punto due. Risparmio energetico, dicono.<br />
Ebbene,questa teoria ha sicuramente senso se calcoliamo che qui a Bologna (occhèi,escludendo surriscaldamento globale e quant&#8217;altro) l&#8217;inverno arriva praticamente a Novembre, ed i simpatici umoristi si degnano di accendere i riscaldamenti a Gennaio.<br />
La loro affermazione invece cade, nel momento in cui ogni fo*tuta mattina, a partire dal 1° Maggio, vuoi caldo, vuoi freddo, il mio condizionatore si accende automaticamente alle 9 e mezzo di mattina, col rischio che mi debba prendere un ca*zo di raffreddore a causa della loro pseudo filantropia di &#8217;sti cog*ioni.Diligentemente mi alzo,lo spengo, e mi rimetto a dormire. (sia chiaro,non vuole essere una lamentela inutile questa,visto che molto probabilmente, come pochi, ho avuto la fortuna di averlo il condizionatore)</p>
<p>Punto tre. Il mio ragazzo, anch&#8217;egli in studentato, ha un frigo di m*rda, la quale guarnizione è praticamente inesistente e, dunque, non gli permette di poter comprare prodotti surgelati, così da potersi mangiare il ca*zo che vuole, quando vuole. Ciò,chiaramente,comporta spese in più. Io,due anni e mezzo fa, per due settimane sono stata costretta a tenere il latte fuori dalla finestra, a Dicembre,perchè aspettavo la sostituzione. Ho detto tutto.</p>
<p>E ce ne sono cose da dire. Ogni volta che leggevo i vostri argomenti, mi è venuta voglia di scrivere &#8221;Oh! Anche a me è successo!!&#8221; ma è tardi, tra una settimana ho un esame, e penso che andrò a dormire. Vedo comunque, che in questa situazione di merda, non ci siamo solo noi bolognesi.</p>
<p>Un abbraccio e in c*lo al lupo!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su NoNumeroChiuso di joe</title>
		<link>http://uduparma.wordpress.com/nonumerochiuso/#comment-519</link>
		<dc:creator>joe</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2009 20:29:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://uduparma.wordpress.com/?page_id=181#comment-519</guid>
		<description>per antonio,
cazzo ma come scrivi? 
ma fai l&#039;univerità?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>per antonio,<br />
cazzo ma come scrivi?<br />
ma fai l&#8217;univerità?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su NoNumeroChiuso di joe</title>
		<link>http://uduparma.wordpress.com/nonumerochiuso/#comment-518</link>
		<dc:creator>joe</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2009 20:27:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://uduparma.wordpress.com/?page_id=181#comment-518</guid>
		<description>Caro Flavio,
ti ringrazio per la tua risposta.
Tuttavia mi sento in dovere di ribattere punto per punto.

Cito te:
STRUTTURE: Prendiamo coscienza della realtà: il 90% delle persone che non superano i test alle professioni sanitarie si inscrive comunque all’università, e trova in questa accoglienza (biologia, ctf, farmacia, biotecnologie, …).
Le strutture quindi per questo 90% esistono. Il problema strutture è quindi un falso problema, perchè un’adeguato indirizzo nel loro utilizzo già attualmente permetterebbe di rispondere a gran parte della domanda.

Cosa vuol dire questa frase? Che medicina dovrebbe usufruire delle strutture della facoltà di farmacia, del ctf,biologia,ecc.?? Oppure metti medicina e gli altri corsi da te citati (che per altro non hanno nulla a che fare con medicina) sullo stesso piano, per cui fare un corso o l&#039;altro è la stessa cosa?

Il problema strutture significa che non ci stanno 220 persone (per 6 corsi di laurea = 1320 studenti) nelle aule, nei laboratori (gli unici laboratori di microbiologia clinica e biochimica clinica sono in ospedale), e nei reparti ospedalieri della facoltà di medicina-Azienda ospedaliera di parma. Avete per caso delle sale operatorie al campus o a lettere??

SELEZIONE: l&#039;università non è per tutti, e la selezione andrebbe fatta dopo che alle persone siano state pari opportunità di formazione. Veramente crediamo di selezionare gli “adatti a fare il medico” con un test che dura poche ore dato a persone con diverse provenienze scolastiche, diverse provenienze geografiche (la qualità dell’offerta formativa delle scuole superiori non è omogenea sul territorio nazionale), con domande come quelle attualmente presenti? Così non si selezionano l’attitudine e la capacità! La selezione andrebbe fatta dopo che tutti hanno potuto seguire gli stessi corsi, affrontato gli stessi esami, mettendo realmente in gioco le proprie attitudini e capacità e potendo su queste essere valutati.

Sul fatto che il test non sia adeguato sono il primo ad essere d&#039;accordo (te l&#039;ho detto io nel mio primo commento...).
Per quanto riguarda la propria formazione negli anni prima dell&#039;università, ritengo che questa sia il principale bagaglio di conoscenza che debba permettere a chi ha avuto insegnamenti migliori alle scuole superiori di passare il test a scapito di chi al liceo ha studiato meno (o di chi ha fatto scuole peggiori).

PROFESSIONI MEDICHE:
So bene come è organizzata medicina in Francia, può essere un&#039;alternativa (anche se personalmente non mi convince del tutto).
In ogni caso è decisamente improbabile che in Italia si possa adottare una soluzione del genere (potrebbe essere un&#039;alternativa, ma non credo risolva il problema).

PSICOLOGIA: quando parlo di strutture mi riferisco anche a psicologia. Esiste un aula da 938 posti a psicologia? ne dubito.
Ritengo che si debbano utilizzare le risorse a nostra disposizione (docenti, aule, tempo) per fornire la migliore qualità di servizio, e quindi la miglior professionalizzazione possibile, per un numero ristretto di persone. Si possono anche formare 938 psicologi-edicolanti ogni anno ma la qualità di insegnamento che l&#039;università riesce a fornire ad un numero simile di studenti è decisamente inferiore rispetto ad un gruppo di 100-150 (e sono già troppi...) studenti. 
La facoltà deve offrire il massimo per gli studenti!

Spero di non essere stato troppo lungo.
attendo una vostra risposta.
Grazie ancora.
joe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Flavio,<br />
ti ringrazio per la tua risposta.<br />
Tuttavia mi sento in dovere di ribattere punto per punto.</p>
<p>Cito te:<br />
STRUTTURE: Prendiamo coscienza della realtà: il 90% delle persone che non superano i test alle professioni sanitarie si inscrive comunque all’università, e trova in questa accoglienza (biologia, ctf, farmacia, biotecnologie, …).<br />
Le strutture quindi per questo 90% esistono. Il problema strutture è quindi un falso problema, perchè un’adeguato indirizzo nel loro utilizzo già attualmente permetterebbe di rispondere a gran parte della domanda.</p>
<p>Cosa vuol dire questa frase? Che medicina dovrebbe usufruire delle strutture della facoltà di farmacia, del ctf,biologia,ecc.?? Oppure metti medicina e gli altri corsi da te citati (che per altro non hanno nulla a che fare con medicina) sullo stesso piano, per cui fare un corso o l&#8217;altro è la stessa cosa?</p>
<p>Il problema strutture significa che non ci stanno 220 persone (per 6 corsi di laurea = 1320 studenti) nelle aule, nei laboratori (gli unici laboratori di microbiologia clinica e biochimica clinica sono in ospedale), e nei reparti ospedalieri della facoltà di medicina-Azienda ospedaliera di parma. Avete per caso delle sale operatorie al campus o a lettere??</p>
<p>SELEZIONE: l&#8217;università non è per tutti, e la selezione andrebbe fatta dopo che alle persone siano state pari opportunità di formazione. Veramente crediamo di selezionare gli “adatti a fare il medico” con un test che dura poche ore dato a persone con diverse provenienze scolastiche, diverse provenienze geografiche (la qualità dell’offerta formativa delle scuole superiori non è omogenea sul territorio nazionale), con domande come quelle attualmente presenti? Così non si selezionano l’attitudine e la capacità! La selezione andrebbe fatta dopo che tutti hanno potuto seguire gli stessi corsi, affrontato gli stessi esami, mettendo realmente in gioco le proprie attitudini e capacità e potendo su queste essere valutati.</p>
<p>Sul fatto che il test non sia adeguato sono il primo ad essere d&#8217;accordo (te l&#8217;ho detto io nel mio primo commento&#8230;).<br />
Per quanto riguarda la propria formazione negli anni prima dell&#8217;università, ritengo che questa sia il principale bagaglio di conoscenza che debba permettere a chi ha avuto insegnamenti migliori alle scuole superiori di passare il test a scapito di chi al liceo ha studiato meno (o di chi ha fatto scuole peggiori).</p>
<p>PROFESSIONI MEDICHE:<br />
So bene come è organizzata medicina in Francia, può essere un&#8217;alternativa (anche se personalmente non mi convince del tutto).<br />
In ogni caso è decisamente improbabile che in Italia si possa adottare una soluzione del genere (potrebbe essere un&#8217;alternativa, ma non credo risolva il problema).</p>
<p>PSICOLOGIA: quando parlo di strutture mi riferisco anche a psicologia. Esiste un aula da 938 posti a psicologia? ne dubito.<br />
Ritengo che si debbano utilizzare le risorse a nostra disposizione (docenti, aule, tempo) per fornire la migliore qualità di servizio, e quindi la miglior professionalizzazione possibile, per un numero ristretto di persone. Si possono anche formare 938 psicologi-edicolanti ogni anno ma la qualità di insegnamento che l&#8217;università riesce a fornire ad un numero simile di studenti è decisamente inferiore rispetto ad un gruppo di 100-150 (e sono già troppi&#8230;) studenti.<br />
La facoltà deve offrire il massimo per gli studenti!</p>
<p>Spero di non essere stato troppo lungo.<br />
attendo una vostra risposta.<br />
Grazie ancora.<br />
joe</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Commenti su NoNumeroChiuso di uduparma</title>
		<link>http://uduparma.wordpress.com/nonumerochiuso/#comment-517</link>
		<dc:creator>uduparma</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2009 16:54:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://uduparma.wordpress.com/?page_id=181#comment-517</guid>
		<description>Ops, mi accorgo ora del gioco di parole, intendevo alla fine &quot;dibattito, tutt&#039;altro che chiuso, sul numero chiuso&quot;

Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ops, mi accorgo ora del gioco di parole, intendevo alla fine &#8220;dibattito, tutt&#8217;altro che chiuso, sul numero chiuso&#8221;</p>
<p>Ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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